Psicomotricità relazionale a Torino e Volvera

La psicomotricità relazionale è un’attività che favorisce il benessere psico-fisico del bambino accompagnandolo nella sua evoluzione naturale ed armonica ed è un percorso ideale per tutti i bambini.

Attraverso il movimento, il bambino ha la possibilità di conoscere meglio il proprio corpo e di esprimere il suo mondo interiore”; di fatto è un’attività di gioco libero, guidata e svolta all’interno di uno spazio appositamente pensato per permettere al bambino di esprimersi nel movimento.

All’interno di questo spazio può praticare sia il gioco senso motorio: saltare, strisciare, correre e arrampicarsi in sicurezza e sia il gioco simbolico dove è stimolato a creare storie, utilizzando anche il proprio corpo e a “far finta di”.

L’attività psicomotoria è un agire che:

  • facilita la strada alla capacità di pensare lasciando i bambini liberi di agire, di scoprire, ri-scoprire e trasformare, accompagnandoli a prestare attenzione all’esperienza e a soffermarsi su ciò che sta accadendo;
  • attiva la rassicurazione nei confronti delle paure perché rende possibile l’espressione delle emozioni alle quali verrà dato un nome, così da aiutare i bambini a riconoscerle, in sé e negli altri e a comunicarle;
  • sostiene il bambino nell’affrontare le normali difficoltà della crescita che a volte vengono impedite da vicende traumatiche.
Il compito dello psicomotricista è osservare e interpretare quello che il bambino dice attraverso il linguaggio verbale e non verbale”.

 

Gli Incontri possono essere di gruppo ed individuali e sono seguiti da psicomotricisti con esperienza in ambito educativo-preventivo e terapeutico per bambini dai 2 ai 10 anni di età.

La seduta psicomotoria si svolge in uno spazio e in un tempo costanti, è cadenzata da un rito iniziale, da uno finale, dalla presenza dei materiali proposti e dallo psicomotricista; è il luogo della spontaneità e della libertà d’azione del bambino, che deve essere lasciato libero di agire e di giocare.

La terapia psicomotoria consiste nell’osservazione del movimento spontaneo del bambino da parte dello psicomotricista e si incentra nell’interazione e nella relazione con lui e con lo spazio allo scopo di consentire al bambino di recuperare la sua espressività ludica e di sintonizzarsi con l’altro.

La terapia psicomotoria si occupa di molteplici disturbi, tra i quali:

  •  disturbi di apprendimento,
  • disturbi minori del movimento,
  • ritardo mentale,
  • disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività,
  • problematiche legate all’inibizione,
  • disturbi generalizzati dello sviluppo,
  • autismo,
  • disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi della condotta

Nella pratica psicomotoria le proposte relative al movimento implicano:

  • esercizi di motricità fine, che coinvolgono le dita delle mani nell’utilizzo di oggetti;
  • esercizi di coordinazione oculo-manuale: giochi con oggetti da lanciare e ricevere, e ad esempio la palla;
  • esercizi di coordinazione cinetica globale, che prendono in considerazione gli spostamenti nello spazio e l’andatura: gattonare, camminare, saltare e così via.

La sala di psicomotricita’ è il luogo dove si svolge la pratica psicomotoria in cui il bambino può esprimersi attraverso proprie modalità, da quelle più inibite a quelle meno controllate, accettando e canalizzando la sua pulsionalità.

Prima di accedere alla sala ci si prepara, indossando un abbigliamento comodo e togliendosi le scarpe. Tale abitudine consente di separare, anche attraverso i gesti, il “fuori” (la vita all’esterno, regolata da tempi e leggi proprie) ed il “dentro”, lo spazio cioè in cui il piacere del bambino viene riconosciuto e trova la sua massima espressione nello sperimentare, creare, agire, comunicare.

La sala di psicomotricità si presenta ordinata, con gli oggetti presenti ben distribuiti: cuscini di stoffa colorata dalle varie forme e grandezze, impilati in alte torri; materassi capienti e morbidi, dagli spessori variabili; tessuti di svariate tonalità, raccolti e disposti in una cesta oppure aperti sul pavimento; cerchi di differenti grandezze; palloni, palline di spugna o plastica, maxi palloni ideali per il dondolio; spalliere o plance adatte per compiere salti e per stimolare la ricerca della verticalità, bastoni, moduli in legno per costruire torri, case ed altro ancora, un grande specchio dove incontrare la propria immagine e quella degli altri partecipanti; carta, colori, plastilina, argilla…tutto ciò che consente di esprimere le emozioni vissute durante l’attività, con un linguaggio anche non verbale